All’interno della Casa
rifugio le ospiti sono invitate alla convivenza con le
altre ospiti, al rispetto reciproco, alla condivisione degli spazi. In tal
modo, quindi,
Nella programmazione
delle attività della Casa rifugio sono previsti dei momenti dedicati a ciascuna
donna, per permetterle di parlare delle proprie esperienze di violenza e di
riflettere su di esse: ascolto e comprensione sono solo il primo passo per
identificare nell’aggressore il solo responsabile delle violenze commesse. Questi
spazi sono utili alla donna per definire i suoi obiettivi ed a individuare le
differenti possibilità di scelta a sua disposizione,
“Emily” accoglie anche
bambine/i figlie/i delle donne ospiti. Come testimoni
della violenza intrafamiliare, anche con le/i
bambine/i è necessario intraprendere un lavoro di rielaborazione del loro
vissuto. Un’équipe di operatrici specializzate si prende cura di loro assieme
alla madre la quale, attivando un percorso di uscita dalla violenza, va riappropriandosi
della sua autostima e propone un’immagine positiva di sé, rappresentando così
un punto di riferimento positivo per le/i figlie/i.
Per ciascuna/o bambina/o vengono predisposti programmi
articolati e personalizzati di attività, tra cui:
-
attività ludo pedagogiche: le operatrici stimolano il confronto e l’uscita dall’isolamento
proprio del contesto violento in cui vivevano, aiutandoli attraverso il gruppo
di pari a definire la propria storia;
-
attività creative ed
artigianali: la manualità e la
fantasia offrono ai/le piccoli/e ospiti uno spazio in cui sperimentarsi in
maniera libera e giocosa;
-
il doposcuola: è
finalizzato al recupero dell’infanzia con le sue priorità (la scuola, il gioco…),
agevolando la regolarizzazione dei ritmi quotidiani;
-
il cineforum: si
tratta di un momento informale di scambio e confronto, attraverso la scelta in
comune del film da vedere insieme.